Appunti di poesia: Salvador Espriu, saggio di cantico nel tempio

Oh, quanto sono stanco della mia
codarda, vecchia, così selvaggia terra,
e come mi piacerebbe allontanarmene,
verso nord,
dove dicono che la gente è schietta
e nobile, colta, ricca, libera,
sveglia e felice! Allora, nella comunità, i fratelli direbbero
disapprovando: «Come l’uccello che lascia il nido,
così l’uomo che se ne va dal suo paese»,
mentre io, ormai lontano, riderei
della legge e dell’antica saggezza
di questo mio arido popolo.
Però non seguirò mai il mio sogno
e resterò qui fino alla morte.
Perché anch’io sono codardo e selvaggio
e amo inoltre con un
disperato dolore
questa mia povera,
sporca, triste, sventurata patria.

 

Assaig de cantic en el temple

Oh, que cansat estic de la meva
covarda, vella, tan salvatge terra,
i com m’agradaria allunyar-me’n,
nord enllà,
on diuen que la gent és neta
i noble, culta, rica, lliure,
desvetllada i feliç!
Aleshores, a la congregació, els germans dirien
desaprovant: “Com l’ocell que deixa el niu,
així l’home que se’n va del seu indret”,
mentre jo, ja ben lluny, em riuria
de la llei i de l’antiga saviesa
d’aquest meu àrid poble.
Però no he de seguir mai el meu somni
I em quedaré aquí fins a la mort.
Car sóc també molt covard i salvatge
i estimo a més amb un
desesperat dolor
aquesta meva pobra, bruta, trista, dissortada pàtria.

Traduzione di Giulia Lanciani

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