In viaggio verso la psicopoetry

I benefici e i meriti della poesia come strumento liberatorio sono ormai assodati e riconosciuti da tempo. Già nell’antichità la poesia rappresentava il mezzo più adeguato ad esprimere emozioni forti personali e sociali e per questa sua caratteristica è diventata oggetto di studi e dello sviluppo di metodi specifici che l’hanno trasformata in uno strumento di aiuto alla mente in presenza di disagi e sofferenze psico-fisiche.
La “psicopoetry” e la “poesia-terapia” sono metodologie creative e alternative a quelle tradizionali di aiuto alla mente, fondate su tecniche specifiche di utilizzo della scrittura poetica e della lettura di poesie, con finalità di consapevolezza e supporto a stati emotivi e cognitivi (pensieri) che sono importanti per la crescita ed il benessere psicologico di una persona.

Tramite la lettura e la scrittura poetica si individua il disagio iniziale, per poi affrontare un percorso durante il quale verranno applicate le tecniche psico-poetiche ritenute più utili per il recupero del benessere e per migliorare alcuni atteggiamenti negativi. Infine, si giunge alla rielaborazione finale del lavoro fatto, dei risultati ottenuti, in modo da raggiungere una esplorazione poetica finale auto-valutativa. Ovviamente non si parla di semplici forme di composizione poetica libera, bensì di forme indubbiamente creative di poetizzazione guidata per raggiungere obiettivi graduali attraverso tecniche artistico-creative, letterarie e di drammatizzazione sviluppate grazie ai contributi provenienti principalmente dalla psicologia della scrittura.

L’elaborazione di programmi di applicazione di questa tecnica terapeutica richiede, ovviamente, una formazione psicologica specifica. Il percorso inizia dopo un colloquio motivazionale – durante il quale ci si può avvalere di diverse griglie di auto-osservazione guidata di stati emotivi o, se si può e si desidera essere più scientifici, anche di questionari o test di valutazione della situazione/obiettivo iniziale – volto a definire gli obiettivi del percorso.
Uno dei programmi più comuni, del 2006, è il metodo “ten-poetry“, un percorso a dieci fasi di cui la prima e l’ultima centrate sulla percezione di sé iniziale e finale e le altre sull’esplorazione di un vissuto evolutivo fondamentale.

Le tecniche psicologiche sono molte, vediamone brevemente alcune:

  • Il “sogno poetico“: è una modalità di scrittura di poesie che nasce dopo aver eseguito uno stato di rilassamento guidato e di focusing su parole o immagini mentali allo scopo di attivare fisiologicamente le parti più creative. È una metodologia molto utile per liberare le emozioni legate a situazioni difficili, negative, traumatiche e non elaborate.
  • La “poesia simbolica“: è una tecnica di composizione e rilettura molto utile per superare una delusione, una perdita, un cambiamento, per staccarsi lentamente da stati di dipendenza affettiva oppure per fissare le motivazioni che possono ricucire legami importanti.
  • La “poesia immaginativa“: è una tecnica di lettura di poesie, composte dal destinatario o da altri, che aiutano a sviluppare una rappresentazione di sé in una situazione, associata ad emozioni positive. È molto utile per affrontare paure e situazioni ansiogene.
  • La “cronaca poetica“: è una forma di allenamento utile alle persone che hanno difficoltà a descrivere e riconoscere le proprie emozioni, che tendono a riferire come una “fredda cronaca” di eventi.
  • La “poesia biografia” rappresenta una forma di biografia poetica molto utile alla costruzione e ricostruzione della propria identità. Permette una rappresentazione in versi di uno o più aspetti di se stessi che vengono narrati utilizzando diversi metodi: dalla creazione o lettura di poesie che si ritengono rappresentative di Sé (autopercezione), alla poetizzazione o lettura di poesie che si desidera che gli altri possano dedicare a sé (eteropercezione).
  • La “poesia dialogica“: è una forma poetica consistente in un dialogo con un interlocutore simbolico o tra due o più personaggi, attraverso la quale si può aiutare ad esprimere qualcosa che non si riesce ad esprimere a voce.
  • La “poesia fantasmatica“: permette di esprimere, tramite la poesia, fantasie e timori, che siano descritti in prima persona o come paure dell’umanità

Il mondo della poesia è, dunque, un mondo ricco e pieno di risorse. E proprio la ricchezza della psicopoetry è ben evidente nelle parole della dottoressa Antonella Zagaroli, la quale scrive – in un articolo pubblicato nel Paese Sera del marzo 1992 – queste parole:«Noi non insegniamo a fare poesia, né a interpretarla in senso classico. La usiamo come una chiave per aprire le porte della spiritualità che è in ognuno di noi.»

Articolo della nostra collaboratrice Irene
Photo by ingberg.com

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