Festival della Poesia Poié, le parole sono importanti 

A Gallipolidal 27 al 30 aprile, si terrà la prima edizione del Festival della Poesia Poié

Organizzato dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Associazione Amart, il Festival si svolgerà all’interno della rassegna poetica della città pugliese, Gallipoli in Poesia Festival.

Da oggi 24 aprile, infatti, la città aprirà le porte alla bellissima ars poetica e saranno coinvolti i locali del luogo, le attività commerciali, la Biblioteca Comunale Sant’Angelo, il Liceo Quinto Ennio e la Galleria dei Due Mari. 
Fino al 26 aprile La poesia dei luoghi, con i laboratori tenuti dal poeta Davide Rondoni, animerà la città pugliese. Lo scopo primo sarà quello di evidenziare la poesia che vi è nella quotidianità gallipolina. Infatti i laboratori si svolgeranno nei luoghi simbolo della città, al fine di solleticare gli abitanti e renderla partecipe al progetto. 

Dal 27 al 30 sarà la volta di Poié. Il Festival ha per tema Le parole sono importanti e coinvolgerà scrittori di fama nazionale, giovani autori e dieci poeti. 
Il primo giorno del Festival sarà dedicato alla poesia salentina.
Il secondo e il terzo giorno porranno l’attenzione sulla migliore poesia giovane proveniente da tutta Italia.
L’ultimo giorno sarà dedicato a uno dei maggiori poeti italiani ed ospite d’onore del Festival: Milo De Angelis.

Durante le giornate del Festival verranno offerte lezioni laboratoriali gratuite e aperte sia agli studenti che a tutta la cittadinanza, spazio ai reading, all’editoria e alla poesia di strada. Al Festival sarà anche correlato un concorso di poesia nazionale gratuito e aperto a tutti. I cinque finalisti saranno invitati a leggere i loro testi davanti al pubblico e saranno giudicati da una giuria di eccezione. Il vincitore avrà come premio la pubblicazione di una raccolta di poesie per la casa editrice Round Midnight.

Da questo Festival ci aspettiamo molto e di sicuro non deluderà. Speriamo possa essere il primo passo di un percorso lungo e che possa dare lustro al Sud Italia.

Abbiamo fatto alcune domande a Andrea Donaera, poeta e direttore di Poié.

Anzitutto ti ringraziamo. Come nasce Poiè?

Poié nasce da un’esigenza, quasi un’urgenza, proveniente dall’amministrazione comunale. Il sindaco Stefano Minerva, grande amante di poesia, poche settimane dopo essersi insediato mi ha convocato per chiedermi di allestire un’iniziativa che rendesse Gallipoli una città capace di inserirsi nell’ambito della poesia contemporanea. Da qui, quindi, l’inizio delle idee e dei lavori, la decisione di organizzare una Settimana della poesia che potesse contenere al suo interno diverse iniziative riguardanti la poesia, tra le quali il Festival Poié.

Il festival si svolgerà nella città di Gallipoli, in Puglia. Quanto è importante creare un evento del genere al Sud Italia?

Sicuramente è importante per combattere la condizione secondo la quale “le cose succedono tutte al Nord”: non è così, il Sud Italia realizza contenuti culturali di valore, moltissimi operatori si impegnano per creare un’utenza sinceramente appassionata e interessata. Un Festival come Poié, realizzato nel Salento ha, secondo me, una percentuale di valore più alta: qui non è diffusa come in altri parti d’Italia la tendenza a utilizzare i movimenti culturali e le forme letterarie come mero status symbol. Qui ti seguono in pochi, pochissimi, sì, ma ti seguono davvero, non per poterlo dire in giro e trarne una sorta di reputazione. Poié nasce con l’intenzione di voler mappare, tracciare i percorsi che stanno creandosi nella poesia italiana di oggi: farlo dal “Sud del Sud dei Santi” vuol dire lottare per sradicarsi da una condizione che vuole questi luoghi immotivatamente periferici.


Come si svolgerà il festival?

Saranno quattro giorni, per un totale di otto eventi, con tredici poeti ospiti. Il primo giorno sarà dedicato ai poeti provenienti dal Salento, con una lectio magistralis del professore Antonio Lucio Giannone e, durante la sera, un reading di alcune tra le più interessanti giovani voci poetiche del Salento; il secondo e il terzo giorno daranno ospiti 6 giovani autori provenienti da tutta Italia, con reading, incontri e laboratori da loro tenuti. Il quarto giorno sarà dedicato all’ospite d’onore, Milo De Angelis, che incontrerà i giovani autori e terrà una lettura.


Ci sarà anche un premio nazionale dedicato agli autori. Ce ne può parlare?

Il Premio Poié si allaccia alla “filosofia” del Festival: provare a mappare i percorsi della poesia di oggi e, in questo caso, nella speranza di trovare qualcosa di prezioso nascosto. Il premio, aperto a tutti gli autori di poesia in lingua italiana, ha due giurie: la prima seleziona cinque finalisti, la seconda sceglie il vincitore tra i cinque finalisti; la prima giuria è costituita da docenti universitari, scrittori, insegnanti, editori, la seconda invece da un gruppo di 8 studenti selezionati dal Centro di ricerca PENS dell’Università del Salento. Il vincitore riceverà una proposta di pubblicazione dalla ‘Round Midnight Edizioni.

Il festival ha come tema “Le parole sono importanti”. Viviamo in un’epoca in cui si parla molto, dovunque e su qualsiasi tema. Forse questo titolo vuole essere uno monito ad usare bene le parole e soprattutto ad usarle per creare un’arte come la poesia? 

Sì, volevamo dare un senso leggero ma efficace: Gallipoli e il Salento son posti turistici, sì, e si pensa al mare, alle discoteche, alla taranta, ai soldi… Ma, ragazzi, anche le parole sono importanti, ricordiamocelo. Anche la roba tipo la letteratura è importante. Perché saper usare le parole serve. È importante. E poi, io sono ossessionato dal cinema di Nanni Moretti.

Questa qui è la prima edizione di Poié, ci sarà la seconda il prossimo anno? E cosa vi aspettate da questa?

L’amministrazione vorrebbe far continuare questo lavoro negli anni a venire. Poié vorrebbe diventare, nel tempo, un qualcosa di importante per tutto il panorama poetico italiano. Non è facile, ci vuole impegno, ci vogliono fondi, ci vuole grande volontà. Sicuramente l’anno prossimo ci sarà la seconda edizione, stiamo già decidendo le date e pensando al programma. Speriamo di avere la possibilità di fare qualcosa di sempre più grande. Da questa edizione mi aspetto delle giornate piene di persone interessanti e tanti stimoli. Mi aspetto una continuità, vorrei si potesse dire “A Poié ho sentito quel poeta che diceva…”. Non mi aspetto larghissima partecipazione da parte della cittadinanza: molti potrebbero sentirsi distanti da certe cose, anche perché, purtroppo, non si capisce da un giorno all’altro che le parole sono veramente importanti.

Ecco il programma completo: 

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