“Europa in versi” 2017. Intervista a Laura Garavaglia 

Si terrà venerdì 7 e sabato 8 aprile Europa in versi, uno tra i più importanti festival poetici italiani. 

Organizzato dalla Casa della Poesia di Como e giunto alla settima edizione, Europa in versi si conferma come evento cardine della poesia italiana ed internazionale, capace di riunire poeti da tutto il mondo. Come ogni anno, il Festival avrà luogo nella città di Como e Lomazzo e in particolare nella splendida Villa Gallia. Qui si riuniranno poeti , letterati e critici da ogni parte del mondo per il consueto Reading Internazionale di sabato 8 aprile. Questi alcuni dei nomi dei poeti partecipanti: Bruno Galluccio, Helen Soraghan Dwyer, Giovanny Gomez e Marta Makoska. 
Tema di quest’anno Poesia, Scienza e Tecnologia. Ad unire le tre materie così diverse un dialogo con i giovani. Infatti, per tutta la mattinata, il Festival si sposterà in alcuni istituti scolastici di Como e di Lomazzo. Qui gli incontri vedranno la partecipazione di alcuni poeti e dei docenti oltre che degli studenti. Quest’ultimi saranno parte integrante dell’organizzazione e si occuperanno dell’accoglienza del pubblico, dei poeti, del bookshop ed altri servizi. 
Durante il Festival dalle ore 14:30 alle ore 16:30 il poeta e critico letterario Mario
Santagostini terrà la “Bottega di poesia”, un evento nell’evento già collaudato con successo durante le scorse edizioni. Santagostini offrirà gratuitamente pareri critici a tutti coloro che tra il pubblico vorranno far leggere i loro versi.
Per iscrizioni alla Bottega scrivere a lacasadellapoesiadicomo@gmail.com,
mettendo in oggetto “EUROPA IN VERSI – BOTTEGA”.

Il programma completo dell’evento QUI.

Abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda a Laura Garavaglia, poetessa e presidente della Casa della Poesia di Como ed organizzatrice del Festival.

Anzitutto la ringraziamo per la disponibilità. Com’è nato Europa in Versi? 

La prima edizione del Festival Internazionale di Poesia Europa in versi è del 2011. Il Festival è un evento organizzato nell’ambito delle iniziative culturali de La Casa della Poesia di Como. L’obiettivo è stato fin dall’inizio quello di far conoscere la poesia contemporanea non solo italiana, ma dei vari Paesi del mondo a un pubblico sempre più vasto. Le persone che hanno partecipato alle sei edizioni precedenti hanno avuto l’opportunità di ascoltare la parola della poesia dalla voce degli autori stessi, dialogare con loro, incontrare altre culture: in questo modo abbiamo fatto passare il messaggio che la poesia non è appannaggio di una élite che comunica attraverso parole incomprensibili ai più, ma è un linguaggio universale, che non conosce barriere e confini e costruisce ponti tra popoli di lingue, etnie, culture, religioni diverse. Per citare solo alcuni nomi, hanno partecipato al Festival i poeti Milo De Angelis, Maurizio Cucchi, Patrizia Valduga, Vivian Lamarque, Antonella Anedda, Giuseppe Conte e tra gli stranieri Riszard Krynichi (Polonia),Milan Richter (Slovacchia), Ana Blandiana (Romania), José Maria Micó (Spagna), William Wolak (Stati Uniti), Saeid Hooshangi (Iran), Michael Harlow (Nuova Zelanda). Dei rappresentanti del mondo culturale sono stati ospiti del Festival, tra gli altri, il filosofo Giulio Giorello, lo scienziato Edoardo Boncinelli, lo psichiatra Graziano Martignoni, il neonatologo Gianpaolo Donzelli. Ogni anno il Festival si lega ad un tema di carattere culturale o di attualità: La cura della poesia (2012), Poesia e Conoscenza (2103),Il suono e il senso: un’origine comune (2014), Ecopoetry: dall’emozione alla ragione (2015), Poesia e Arte (2016), che ha coinvolto anche artisti attivi sul nostro territorio.

Quest’anno il tema è “Poesia, Scienza e Tecnologia”, come si uniscono le tre cose?


L’edizione di quest’anno si terrà in varie sedi e con differenti modalità: il 7 aprile al mattino all’Università dell’Insubria, presso la sede di Via Sant’Abbondio 12 a Como e al pomeriggio all’Innovation Hub ComoNext di Lomazzo, mentre sabato 8, a partire dalle ore 14, i poeti incontreranno il pubblico nella splendida cornice di Villa Gallia, a Como, sede che permette di ospitare il crescente numero di persone che ogni anno partecipano all’evento. Il tema è appunto il rapporto che intercorre tra poesia, scienza e tecnologia, quest’ultima intesa come applicazione delle scoperte scientifiche nei vari campi delle attività umane. Ambiti che a prima vista potrebbero sembrare molto distanti tra loro, ma che hanno invece molti aspetti in comune, come tanti scrittori e intellettuali hanno dimostrato, tra cui Primo Levi che considerava una “schisi innaturale” il considerare lo scienziato e il letterato appartenenti a “due sottospecie umane diverse, reciprocamente alloglotte, destinate a ignorarsi e non interfeconde”, sconosciuta a geni del passato come Lucrezio, Dante, Goethe, Galileo, solo per citarne alcuni. O il poeta ingegnere Leonardo Sinisgalli, che molta parte della sua opera dedicò al doppio binario della poesia e della matematica. Fu uno dei primi in Italia, negli anni Sessanta, ad affrontare il problema delle due culture, scientifica e umanistica e fu promotore del dialogo fra arte e tecnica. Scienziati e poeti hanno infatti la stessa inesauribile sete di conoscenza, la felicità della ricerca nell’esplorare l’infinitamente piccolo e l’incommensurabile, la tensione profonda che spinge a cercare di aprire spiragli di luce sul mistero in cui siamo immersi, la straordinaria capacità di immaginazione e l’aspirazione alla bellezza, che accomuna, per esempio, un sonetto ad una chiara, breve e intensa formula matematica.

Come ogni anno, molto spazio sarà dato agli studenti di vari istituti di Como e provincia, come mai questa scelta di portare il dibattito sulla poesia nelle scuole?


La poesia in Italia è poco “frequentata” dagli studenti nelle aule scolastiche per tutta una serie di motivi che qui non è il caso di analizzare. I giovani in generale escono dalle scuole superiori senza una preparazione in questo ambito, è già molto se arrivano a conoscere parzialmente Ungaretti, Quasimodo e Montale. La poesia italiana contemporanea è quasi totalmente sconosciuta, figuriamoci quella di altri Paesi! Eppure la poesia è amata dai giovani: è importante il modo in cui la si propone. La poesia ha la straordinaria capacità di restituire valore alle parole, oggi sopraffatte dallo strapotere delle immagini da cui le nove generazioni sono bombardate. La poesia ricerca il cuore della parola, che dà voce a sentimenti profondi e idee nuove, agisce sulle coscienze che stanno alla base dei comportamenti umani e in ultima analisi influisce sulla vita delle persone e sulla storia, non in modo diretto, ma in profondità e in maniera duratura nel tempo. È per questo che è indispensabile che i giovani imparino ad “abitare” il linguaggio della poesia, perché il futuro sono loro. Insieme a tanti insegnanti pieni di entusiasmo per il loro lavoro, siamo riusciti in questi anni ad attivare dei laboratori di poesia nelle scuole superiori: durante l’anno scolastico gli studenti di Como (Liceo Classico Alessandro Volta, Liceo Scientifico Paolo Giovio, Liceo Musicale e Psicopedagogico Teresa Ciceri e da questa edizione anche con l’Istituto Professionale Enaip di Como) studiano le poesie dei poeti che partecipano al Festival, riscrivendole, cantandole, creando musiche, disegni, video, sui versi in base alle emozioni che i versi dei poeti suscitano in loro. Gli studenti dell’Università dell’Insubria prendono parte attivamente all’organizzazione del Festival come traduttori, accompagnatori e guide dei poeti nella visita della nostra città e accolgono il pubblico durante il giorno del reading, mentre gli allievi del Conservatorio curano gli intermezzi musicali. Da due anni abbiamo anche attivato una bella collaborazione con l’Accademia d’Arte Aldo Galli e gli allievi creano opere di fotografia, pittura scultura di grande creatività e originalità legate ai temi delle poesie.

L’Italia, con “Europa in versi”, si apre ad altre realtà poetiche internazionali, cosa si ricava da questo?

Anzitutto, come ho già detto, offre la possibilità ad un pubblico non solo di addetti ai lavori, ma più ampio ed eterogeneo di avvicinarsi alla poesia contemporanea. Molte persone, soprattutto i giovani, rimangono poi in contatto con i poeti italiani e stranieri: questo è qualcosa di straordinario, perché si crea una rete sempre più larga e più fitta basata sulla forza che la parola poetica ha di creare empatia fra le persone. I sentimenti profondi sono infatti gli stessi per tutti gli esseri umani, non conoscono differenze. Poi offre la possibilità ai poeti di scambiarsi idee, opinioni, confrontarsi sulla situazione della poesia nei loro Paesi. Nascono amicizie e collaborazioni editoriali. Inoltre, per la nostra città, che già grazie alla bellezza del paesaggio che la circonda ha una vocazione turistica, Europa in versi rappresenta un evento di respiro internazionale in grado di attrarre un turismo culturale sempre più numeroso. Poesia, dunque, come ambito culturale che diventa anche motore di sviluppo economico.

Il festival è giunto alla settima edizione, cosa è cambiato in questi anni e cosa è rimasto invariato?


La struttura del Festival è rimasta pressoché la stessa: incontri nelle scuole e all’Università, reading, bottega di poesia, che offre la possibilità di avere consigli e pareri sui loro versi da parte del poeta Mario Santagostini. Abbiamo già da alcuni anni allargato la partecipazione al Festival a poeti provenienti oltre i confini europei. Quest’anno abbiamo cambiato la sede: dalla Villa del Grumello ci siamo spostati a Villa Gallia perché il pubblico ogni anno aumenta e abbiamo bisogno di spazi ampi. Ma le ville del lago di Como sono tutte residenze di prestigio e di incomparabile bellezza.

Nella serata di giorno 8 aprile ci sarà la consegna del premio internazionale di poesia e narrativa Europa in Versi. Come nasce questo premio?

Il Premio Internazionale di Poesia e Narrativa Europa in versi è nato lo scorso anno ed è alla sua seconda edizione. Abbiamo voluto legare il Festival anche ad un premio che potesse dare la possibilità di emergere a tante persone di talento che amano la scrittura, poesia o prosa, e che magari non hanno la possibilità o non sanno come farsi conoscere nell’intricato mondo dell’editoria. Già dall’anno scorso hanno partecipato tante persone non solo da tutta Italia, ma anche da vari Paesi europei e non solo: perfino da Hong Kong e da Israele. Pensiamo che questa partecipazione sia dovuta al fatto che Europa in versi si è affermato come Festival di alto profilo culturale. Pubblichiamo con I Quaderni del Bardo Editore di Stefano Donno un’antologia che raccoglie parte delle poesie dei poeti partecipanti al Festival e una poesia dei vincitori delle varie sezioni di poesia, oltre a pubblicare gli inediti di narrativa che hanno vinto e a presentare il libro di narrativa edita classificatosi al primo posto nell’ambito delle iniziative de La Casa della Poesia di Como.

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