diSegni diVersi, intervista a Roberto Cantarutti 

A Gorizia, presso lo studiofaganel e lo spazio espositivo del Kinemax, fino al 30 dicembre si terrà la mostra diSegni diVersi di Roberto Cantarutti a cura di Sara Occhipinti e Marco Faganel, inaugurata il 9 dicembre. 

L’artista riesce a legare sapientemente le due arti e si sofferma sull’importanza della poesia e dei poeti nella letteratura, nell’arte e nella vita. Il disegno non è solo il mezzo per celebrare la poesia, ma è esso stesso, inteso come linguaggio, poesia. Da qui il titolo “diVersi” che va ad indicare il componimento poetico e “diSegni”che invece indica la rappresentazione pittorica.
E come la poesia, i tratti di Cantarutti sono complessi, istintivi e spesso inaccessibili ma capaci di emozionare.

Da vedere la sezione della mostra dal titolo “Tramite i versi” dedicata a Giuseppe Ungaretti e Allen Ginsberg, che approfondisce un interesse nato dalla sua partecipazione a notturnidiversi 2016. 

Per l’occasione abbiamo fatto qualche domanda all’artista. 

Grazie per la sua disponibilità. Ci racconti brevemente i suoi inizi d’artista.

​Inizi anni 70. Esploravo in silenzio la fucina nera dove, mio nonno , inventava e costruiva macchine. Il caos primordiale di quel luogo faceva emergere forme perfette, sagome, fili di ferro, attrezzi ingrassati nella polvere ruggine fuligginosa, quel luogo costeggiato dal boschetto di pioppi centenari e il torrente Corno, sono stati un terreno fertile per l’ inizio della mia passione per l’arte . Dopo un po’ che dipingo il mio studio si trasforma in quella fucina nera.

E la poesia? Quando è entrata nella sua vita? 

Sicuramente l’ho incontrata nei luoghi che prima descrivevo. I primi libri che ho letto sono  “Così parlò Zaratustra” e “Arcipelago gulag”. Nella seconda  metà degli anni 80,  ascoltavo i Joy Division e leggevo i poeti maledetti. Parallelamente, sempre attraverso la musica ho scoperto poeti e scrittori della Beat Generation, di cui condivido l’aspetto pacifista e ribelle di seguito mi son lasciato affascinare dall’Oriente, da qui l’interesse per gli haiku.

Quanto i versi hanno influenzato la sua produzione artistica?

La mia pittura non è mai stata influenzata così direttamente dalle poesie come in questa stagione pittorica.

diSegni e diVersi è quindi il titolo della sua mostra, com’è giunto ad unire le due cose?

Ho utilizzato l’immagine della scala come ponte che lega in uno scambio infinito, Ungaretti e Ginsberg, ricercando un ritmo formale attraverso la variazione di tagli di scorci di toni e di tessiture segniche attraverso la ripetizione seriale del soggetto.

Arte e poesia, come abbiamo detto, spesso si fondono creando qualcosa di particolare, ma l’una potrebbe sussistere senza l’altra?

Credo profondamente che qualsiasi forma frutto dell’azione umana, intesa anche come movimento non possa resistere nel tempo senza Poesia.

Ha dedicato una sezione della  mostra dal  titolo “Tramite  i  versi” a Giuseppe Ungaretti e Allen Ginsberg, come mai proprio a loro?  Ci sono altri poeti che preferisce?

Comincia tutto da ” UAGG” un progetto dell’associazione Porto dei benandanti di Portogruaro, evento di poesia e pittura dedicato ai due poeti Ungaretti e Ginsberg, nell’occasione del centenario del Porto sepolto  e dei sessant’anni anni di Urlo. Il confronto  tra due autori fondamentali per la formazione di una coscienza poetica e storica mi ha affascinato, e siccome in occasione  della mostra “Lo spazio del volo”, ideata dall’associazione Prologo di  Gorizia per il centenario della Prima guerra, avevo lavorato proprio su Giuseppe Ungaretti, ho abbracciato il progetto, dedicandomi anche alla figura di Allen Ginsberg. I frutti della ricerca sono le tavole  raccolte nel taccuino “UAGG”  edito dalla WCOMIX costruito insieme ai poeti del Porto dei Benandanti. Gli scambi creativi hanno aperto la strada alla serie dal titolo “Tramite i versi” poi esposta nella mostra di Segni di Versi nella galleria  StudioFaganel di Gorizia. Altri poeti che mi interessano, ai quali mi sono avvicinato negli anni in modo più casuale che con approfondimento scolastico sono Baudelaire, Rimbaud, Elauard, Campana, Pessoa, Merini, Pasolini, Leopardi, Whitman, Montale, Bukowski, Lì Po, Tu Fu, Po Chu-I.

Questi gli indirizzi:

studiofaganel

Viale XXIV Maggio 15/c

34170 Gorizia

+39 0481/81186

info@studiofaganel.com

www.studiofaganel.com

Kinemax

Piazza Vittoria 41

34170 Gorizia

+39 0481/534604

www.kinemax.it

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