Giovani Poeti: Rachele Giuliano 

Una nuova poetessa si aggiunge alla nostra categoria Giovani Poeti. Lei è Rachele Giuliano, ha appena ventidue anni ed è romana.
La sua è una poesia leggera, ma di introspezione, come un viaggio. I propri sentimenti, come l’amore, hanno colori tenui. Le sue poesie sono formate spesso da una sola ed unica strofa: non serve uno stacco tra un gruppo di versi e un altro e tutto va letto d’un fiato.

Come è nostra abitudine, le abbiamo fatto qualche domanda.

Grazie, Rachele. In che modo nascono le tue poesie?  

Dipende, possono nascere da questioni in sospeso, da un sentimento che ho bisogno di esternare, o più semplicemente dal suono di una parola. Resta comunque un processo molto naturale ed istantaneo, difficilmente correggo i testi in un secondo momento.

Chi o cosa ti ha ispirato?

La prima volta? In televisione davano un poliziesco ed io iniziai a riflettere sulla morte. Avevo una decina d’anni, è stata una delle prime volte in cui mi è venuto spontaneo scrivere.

Perché hai preferito i versi alla prosa? 

Amo la poesia per il suono, per l’importanza che sa dare alle singole parole alterando le pause. La trovo efficace e diretta, priva di elementi superflui, riempitivi. Utili solo a dare volume. Nonostante ciò, scrivo anche in prosa.

“Scrivi poesie
perché hai bisogno
di un posto
dove essere quello che non sei” 
scrisse Alejandra Pizarnik, è così anche per te?

Credo di sì. Scrivere, come leggere, è una forma di alienazione dal reale che ci permette di vivere tutte le vite vorremmo ma non possiamo.

Ecco alcune delle sue composizioni:

All’amor non si comanda e

non si chiedono spiegazioni.

È maleducazione.


Alle tue labbra 

io resto appesa,

e non c’è modo più bello

di rimanere in bilico.

 

Sei sempre  dove  non  guardo 

sulle strade che  non  percorro; 

maledetto  il controllo 

che non  ho  neppure  sui  miei capelli, 

allora come  puoi pretendere

che comprenda i  miei sentimenti, 

che dia un  senso  ai  miei comportamenti? 

I  discorsi  sono  sconclusionati   

e  i  miei  pensieri triti: 

se  mi blocchi  sull’orlo  delle  tue emozioni 

io  non  so  parlare. 

Tu non  chiedermi  di più, 

e  mettimi pure  con  le  spalle  al  muro 

ma che  sia per  far l’amore.

Ringraziamo Rachele e vi ricordiamo che è possibile continuare a leggere le bellissime poesie sulla sua pagina Instagram: https://www.instagram.com/rachele_giu/

Sei un giovane poeta? Scrivici!

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