Il resoconto del Festival della poesia di strada: intervista a Mathias PdS

Il Festival Internazionale della Poesia di Strada si è concluso quasi un mese fa e come gli eventi poetici di grande portata esso continua a far parlare di sé.
Pennelli, vernici e poesie sono stati i protagonisti indiscussi di una originalissima rassegna che ogni anno arricchisce i quartieri di una città.
Noi non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di capire come sia andata, quali siano state le impressioni del pubblico pugliese nel vedere i loro muri prendere vita.
Quest’anno, infatti, il festival si è spostato per la prima volta al sud, dopo Milano, Genova e Roma, Lecce è stata la città scelta, che non manca tuttavia di poesia per le strade con un proprio  movimento chiamato Poesia d’Assalto. Nello scorso articolo (lo trovate qui) avevamo intervistato Davide di questo bellissimo collettivo e Ivan Tresoldi, poeta e artista milanese, che ci hanno descritto la loro attività di street poet e spiegato quanto può essere importante un evento del genere nelle città del sud.  Per capire l’andamento di tutta la rassegna, invece, abbiamo dialogato con Mathias dei Poeti della Sera, poeta ormai noto ai nostri lettori, che spesso e volentieri ci racconta delle sue esperienze e della sua attività artistica.

Mathias, sei stato a Lecce per il Festival internazionale della poesia di strada, come è andata?

Non troppo bene, l’incessante acquazzone ha lavato via i colori dai muri della maggior parte delle opere. Fortunatamente gli organizzatori disponevano di scorte di vernice supplementari per pitturare i nostri stati d’animo di ottimismo. Il lato positivo é che abbiamo consolidato il gruppo.

A Roma, l’anno scorso, il tema del Festival è stato “Viandanti”, per questa quarta edizione c’era un filo conduttore?

Nessun filo conduttore in comune, se non l’obiettivo di riqualificare un ambiente trascurato riportando la poesia fra le strade.

Quale opera hai realizzato? Con quale artista di strada?

Io ero in coppia con un mio caro amico, Kenji, forse il più sfortunato fra tutti gli artisti di strada. La sua mastodontica opera é stata vittima di svariati assalti meteorologici e non ha mai visto la luce. Nonostante tutto ho realizzato personalmente una scritta (classica poesia di strada nero su bianco).

Come vi siete trovati? Era la prima volta che lavoravate insieme?

Avevo collaborato con Kenji anche in passato, a Roma, durante la precedente edizione del Festival. Il risultato della fusion immagine/poesia mi aveva affascinato davvero molto.

Tornerete a Lecce per completare la vostra opera?

No, ormai l’opera di Kenji é andata perduta. Ma alcuni artisti sono riusciti a completare alcune delle opere qualche giorno dopo la chiusura del Festival.

Ci sarà una quinta edizione? Puoi già anticiparci qualcosa?

Ancora nulla in programma, ma ne discuteremo nei giorni a seguire. Prossimo mercoledì, inoltre, parlerò con l’assessore della cultura di Udine sperando possa essere interessato ad eventi artistici di questa natura.

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Ringraziamo ancora Mathias e tutti quelli che si occupano di poesia di strada, il loro è un lavoro straordinario, al di là di chi pensa il contrario. Noi de L’Altrove riteniamo che la poesia sia fatta di persone come loro, di semplicità, senza nessuna costruzione particolare e senza nessuna finzione. Vera e semplice, come la strada che li ospita.

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