Giovani Poeti: Filomena Cesaro

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Torna, a grande richiesta, la nostra categoria Giovani Poeti.
Oggi vi presentiamo Filomena Cesaro, ventisettenne della provincia di Napoli.
Le sue sono poesie d’amore, semplici, dirette. Eppure nella loro semplicità arrivano dirette al cuore di le legge. È bello quando ci si riesce. Soprattutto è bello trovare ancora persone che ci credono, che credono a questo sentimento estremo, totalizzante e che riescono a dare forma a poesie, a testi, a frasi vere e riuscite. Così vogliamo presentarvi questa giovane poetessa, con una breve intervista.

Grazie, Filomena. La domanda è d’obbligo: Quando hai iniziato a scrivere poesie?

Ricordo di aver scritto la mia prima poesie quando avevo poco più di 10 anni, in quel caso era solo un piccolo esercizio scolastico, poi col tempo è diventato qualcosa di più. Ho iniziato a leggere poesie, grazie ai tanti libri che avevo in casa, mi sono avvicinata alla poesia di Neruda, che più di tutte mi ha caratterizzato, ma ho visto poesia anche nei testi di alcune canzoni.
In seguito ho scritto le mie prime rime, ognuna è stata influenzata da qualcosa o qualcuno, alcune sono diventate anche testi di canzoni.

Poetare è rivelarsi? Quanto pensi di scavare a fondo di te, scrivendo?

Poetare, ma in generale scrivere, è assolutamente rivelarsi, attraverso le parole si sfila a mano a mano la nostra coperta di Linus e si appare per quello che si è.
Scrivere mi ha aiutato proprio a scavare dentro me stessa, a capire ogni sfumatura del mio essere e ad accettarla, in ogni cosa che scrivo, in versi o in prosa, rivelo me stessa, i miei sentimenti.

Per chi scrivi? Pensi mai di destinarle ad un pubblico? O scrivi per te stessa?

Non scrivo mai per me stessa, sarebbe ipocrita dirlo. Anche se il mio pubblico dovesse essere una sola persona, io scrivo sempre per qualcuno, e solo scrivendo per qualcuno forse scrivo anche un po’ per me stessa.
In passato ho destinato quello che scrivevo ad un pubblico, attraverso varie forme, digitali e/o cartacee, ma non ho mai pubblicato nulla, anche se non nascondo che mi piacerebbe.

Quanto è importante fare poesia al giorno d’oggi?

La poesie è rivelazione della bellezza e oggi non si è più abituati a vedere la bellezza nelle cose così come nelle persone.
Penso che se ogni uomo si dedicasse a scrivere almeno un verso, due parole, su qualcosa che ho vissuto o visto allora ci sarebbe più bellezza al mondo, perché essa prenderebbe forma.
In generale credo nel potere delle parole come mezzo di diffusione di idee, pensieri e sentimenti, soprattutto sentimenti e la poesia potrebbe essere un veicolo perfetto.

E le tue lacrime,
costellazioni del mio cielo distorto,
nutriranno i fiori del mio intelletto,
che elevandosi a te,
raggiungerà il piacere estremo di
conoscere la verità,
senza piegarsi ad essa.

Bisogna imparare dalle cose semplici,
bisogna imparare dalle cose inutili,
che poi per magia diventano utili,
perché è così che sono, utili.

Tipo il tuo sorriso al mattino,
e i tuoi baci sul mio collo,
alla sera, che ancora restiamo svegli,
ed il tuo viso nel mio collo,
e il vento, il vento.

—–
Cercami in tutto quello che non riesci a dire,
cercami in tutto quello che non sei capace a fare,
cercami in tutto quello che non ti piace.
Sono nei giorni piovosi d’Estate,
sono nella monotonia del pomeriggio,
sono nel tempo perso nelle sale d’attesa,
sono in quegli angoli che non riesci mai a pulire.
E non guardarti intorno,
non mi troveresti,
mi nascondo nelle cose che si evitano,
nel brutto oggettivo,
nell’inutile,
nel trascurabile,
mi nascondo in tutto quello che
non merita attenzione.
Mi nascondo a te,
perchè tu mi veda.


Sei un giovane poeta? Scrivici e ti ricontatteremo.

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