Appunti di poesia: Riflessi minimi, Alberto Bevilacqua

A tratti, a barlumi
le tenebre nel farsi aria
che sbanca i sogni e nel fuori portata
di un sogno ti fa apparire
nella mitezza a profilo e sorriso
la tua gemella bambina che morí anzitempo

escludendo
posizioni di trascendenza
vicinanze
carceriere dell’immensa distanza,
é quella la voce che non ti sei data
eppure vive in te nel tuo silenzio
ancora prima del tuo essere nata
…t’aspetta, é la tua stessa attesa

preludio
come di bosco amante del suo buio, a tratti,
barlumi,
deiezioni, rigetti,
qualche vittima massacrata chissà da chi

fossi tu in novilunio
l’interludio mancato che la civetta
infagottata della sua notte reclama
nel duetto per voce sola con le tenebre:
l’allodola a tratti, a barlumi
appunto
la gaia scienza dell’assoluto

l’ora gemella a questa assenza del tempo
evanescenza
di viola nella viola, di flauto nel flauto
e qualcosa che vola in alto
come il meteorite si riversa sulla terra:
dimenticato il sapore
della madre che nutre, la forma del suo seno:
é già un uomo che si perde nel silenzio
dove non diventa materna parola.

Tratto da: Piccole questioni di eternità, Bevilacqua, 2002. Richiedi la tua copia

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