Tra racconto e poesia, la realtà di cLf

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A volte racconto e poesia sono contenuti in un unico spazio, fusi, assetati l’uno dell’altro, creandosi l’un l’altro come in una bisognosa appartenenza. Il racconto come chiara espressione del viversi poeta, il poetare come un modo di racchiudere racconti ed interiorità.
Tuttavia questo non sempre accade, spesso c’è un confine netto, visibile, prepotente. Non è questo il caso di cLf, poeta meridionale, scrittore di un romanzo breve nonché poeta di strada. Il suo racconto breve, pubblicato in formato pdf nel suo profilo wordpress, è stato anch’esso soggetto ad attacchinaggio di frasi ed illustrazioni in diverse città della Campania, insieme ad alcune sue poesie. Frutto di collaborazioni con diversi disegnatori di tutta Italia, sono stati capaci di creare qualcosa di insolito e creativo, cercando di stimolare riflessione nei passant

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Nel suo testo, ai margini di un amore concluso e a bordo di pensieri e considerazioni che via via si sviluppano, avvia un viaggio sulla barchetta di un poeta che osserva fuori di se chi è lui stesso e chi la persona che ama e che lo tormenta. Scopre così tante similitudini, paure, la fine è quasi una luce accecante ma che via via si fa più tenue. In mezzo tanti pensieri e considerazioni personali. Avendolo apprezzato tanto ve ne consigliamo la lettura.
Ma cerchiamo di capire meglio chi è cLf.

Innanzitutto quando è nato il bisogno di far poesia?

Ho sempre scritto, sin da piccolo. Poi col tempo ho capito che avevo bisogno di trasformare ciò che interiorizzavo, per poi poterlo esteriorizzare con una nuova forma a me comprensibile.

Cosa significa fare poesia in un posto “macchiato” dalla delinquenza? Può la poesia essere salvifica?

Napoli non è macchiata dalla delinquenza, almeno non più di altre città. La poesia può essere salvifica perché invita a riflettere e ad emozionarsi, dove non resta altro che il formalismo del pensiero logico svuotato di un rapporto d’identità con la coscienza.

Quando ha pensato di lasciare le sue poesie su di un muro? Da dove deriva la scelta delle immagini affiancate ai versi?

Arrivo da un lungo percorso di militanza, e ho pensato che tra tanti imperativi categorici (pubblicità, politica, manifesti funebri)
una poesia stimoli la riflessione (vedi anche le recenti scoperte sui neuroni specchio a Parma), dato che devi riflettere per trovare delle soluzioni.
La scelta di affiancare ai versi delle immagini deriva dalla volontà dell’autore di confrontarsi con tutte le arti visive e laddove possibile collaborare per realizzare una nuova opera.

Può spiegarci il perché di alcune immagini, se hanno un significato particolare?

Il significato delle immagini è correlato al testo e all’interpretazione che l’artista ha dato a quel testo particolare, quindi a tal proposito vi invito a visionare le opere degli artisti coinvolti nelle collaborazioni che trovate qui di seguito (fanno eccezione Ciro Ciaravolo e Alessandro Dimartino che non hanno un sito internet, per visionare le loro opere dovete scaricare gratuitamente il racconto breve “Quando mi accorsi che i nostri sguardi cadaverici” sul blog https://napolisotterranea.wordpress.com):
https://domobius.wordpress.com
http://www.pietronicolaucich.com
https://piccolaofficina.wordpress.com
https://www.behance.net/chiarafedele
https://www.behance.net/PaniQuotti

Com’è fare poesia di strada nel 2016?

Lo spazio-tempo si blocca, c’è identità di pensiero ed azione, e sai di modificare la realtà, non tanto perché hai attaccato un foglio sul muro, quanto perché quel foglio è entrato, in un modo o nell’altro (rabbia o felicità, qualsiasi sia l’emozione) nella testa di un’altra persona.

Ci spieghi le sue iniziative, in generale.

Agisco nell’anonimato per una questione etica e in parte legale.
Uso il copyleft perché non è necessario dare soldi alla SIAE (o a soundreef) e perché non riservo tutti i diritti per me ma li cedo alla comunità di cui faccio parte.
Le opere sono sempre fruibili gratuitamente, non può essere associato un prezzo al mio lavoro artistico né a quello dei collaboratori che hanno partecipato alla realizzazione di una nuova opera su un mio testo.
C’è la volontà di evitare l’intermediario non delegando l’attività di diffusione delle proprie opere a fini di lucro, di non considerare le proprie opere come una merce destinata al consumo passivo, di confrontarsi con tutte le arti visive e laddove possibile collaborare per realizzare nuove opere, di diffondere gli strumenti artistici di altri autori e le collaborazioni sul territorio e sul web al di fuori e anche in contrapposizione al mercato editoriale attuale e secondo gli atti che ritengo moralmente perseguibili.

Leggendolo abbiamo apprezzato sia la sua poesia che la sua narrativa ed abbiamo visto, ad interpretazione personale, un delicato connubio. Se volete leggere il romanzo di cui sopra, lo trovate qui: https://napolisotterranea.files.wordpress.com/2016/12/racconto-breve-clf.pdf
Se, invece, volete leggere qualche sua poesia, eccovene appena qualcuna.

Nova luce.

E oggi è resa intelligibile
la lucidità, e nova luce
rischiara le ombre sopite
le lune dell’alterità, l’io.
Guardami sepolto, nero su
bianco decidi la pelle
e scrivi il mio volto, uno.
Ecco, ora mi conosci meglio
di chiunque altro, ti appartengo.

La tua rivoluzione.

C’era lei e cosa altro ricordo
come fosse ieri è piovuto di giorno
ma la dimenticanza di dimenticare
mi meraviglia, come meravigliosi
saranno i sorrisi che fai ai passanti
ogni giorno, la tua rivoluzione

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3 thoughts on “Tra racconto e poesia, la realtà di cLf

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