Appunti di poesia: Alfonso Gatto

Isola
Avvicinarsi all’isola, a quel soffio marino ch’è nel lascito del cielo, e scoprirla di pietra, di silenzio nell’agrore dell’erba, nel relitto del làstrico squamato dai suoi scisti: questo è rabbrividire sul mio nome improvviso nel mònito del vento. Più nessuno lo chiama, e l’esser solo a scala del mio sorgere, riemerso dal mio sparire all’avvistarmi, è spazio che l’aperto raggiunge per fermare, per chiudere alla stretta del suo scoglio. Il viaggio, l’amore, in quell’arrivo fermano il conto e il tempo, nello spazio il nome nel raggiungermi mi chiude.

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