Animavì, il primo festival tra poesia e animazione

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Animavì è un incontro. Anzitutto tra due parole che si sposano e si fondono; anima, la sede di ogni sentimento umano e mavì il color azzurro chiaro che tanto somiglia a qualcosa di magico e irreale. È un incontro tra poesia e animazione. Tra arti e sensazioni.
Animavì è il primo Festival internazionale dell’animazione poetica, organizzato dall’associazione Ars Animae e si terrà a Pergola, un paesino di seimila abitanti  in provincia di Pesaro-Urbino, tra il 14 e il 17 luglio. Animavì è il risultato di uno sforzo, di un coraggio unico nel fondere arti diverse ma simili e creare un festival di tutto rispetto già dalla prima edizione e che va ad occupare un posto di rilievo tra i Festival più rinomati.
Voci, immagini, suoni, tutto si unisce. Una sfida vinta.
La forza di volontà di questo festival è personficata da Simone Massi, regista marchigiano, anzi pergolese. È lui il direttore artistico e, assieme a Mattia Priori, l’ideatore di un festival unico nel suo genere.
Lo abbiamo intervistato durante questi giorni di preparativi, ma è stato felice di rispondere alle nostre domande.

Grazie, Simone. Com’è nato Animavì? 

Per caso e al momento giusto. Appena un anno fa Mattia Priori, ovvero la persona che oggi ricopre il ruolo di direttore organizzativo del festival, mi propose di mettere in piedi una fiera mondiale di segatrici o altro evento di nicchia, adeguato a un paesino come Pergola. Risposi che potevo dare una mano soltanto nel mio settore di competenza e virammo su un festival che non era mai stato tentato prima, dedicato esclusivamente al cinema d’animazione poetico.

E come è nata l’idea di unire poesia e animazione in un festival?

L’idea risale a quindici anni fa, quando tornai -delusissimo- dai maggiori festival di animazioni internazionali, eventi generalisti che mischiavano con una naturalezza per me incomprensibile e imbarazzante i più disparati generi di animazione. I film poetici e artistici inseriti qua e là nei programmi, incastrati fra cartoni animati tradizionali pensati per convincere i giurati e far ridere il pubblico, con la logica conseguenza che i primi finivano col risultare corpi estranei, spesso fischiati dal pubblico e quasi mai capiti dai giurati. L’idea era dunque di dividere per chiarire e meglio mostrare, dato che l’animazione poetica è un genere a sé. Negli anni feci un paio di timidi tentativi naufragati pressoché all’istante perché i tempi non erano maturi o non avevo al fianco le persone giuste. Un anno fa si presentò Mattia con l’idea delle segatrici e capii che entrambi, la persona e i tempi, erano quelli giusti.

Come si svolgerà questa prima edizione? 

Sarà tonda e sperimentale come tutti i numeri zero, con l’animazione che paradossalmente avrà meno spazio delle parole e della musica. Al centro di tutto ci deve necessariamente essere la componente umana e poetica, l’animazione viene dopo. Non siamo certi del risultato, ma è un tentativo che va assolutamente fatto.

La poesia cambia, stiamo assistendo alla nascita di nuovi modi di creare poesia, di nuovi movimenti poetici con l’intento di farla conoscere a un pubblico sempre più vasto. Anche Animavì si propone come un modo nuovo di fare poesia attraverso immagini e video?

L’animazione poetica è un’arte schiva e sparpagliata che stiamo cercando di far diventare luogo. Al contempo cercheremo, con un giro più o meno largo, di far avvicinare le persone a questo luogo. Non sono operazioni semplici, ci vuole tempo e pazienza.

È difficile riappropriarsi della poesia e farne arte primaria, oggi che è forse poco considerata rispetto a tempo fa?

È difficile perché abbiamo troppo e il tutto che abbiamo a portata di clic è una comodità che prima illude e poi ci rovina. C’è bisogno di deporre armi e certezze, di farsi spogliare del tempo e della parola e da ultimo di fermarsi ad ascoltare. 

A quando una seconda edizione?

Nel 2017.

Il programma del festival è molto interessante. Sono sedici le opere in gara, oltre quelle del Concorso Scuola, provenienti da tutto il mondo (l’elenco completo QUI) che saranno analizzate da una giuria di qualità composta dall’attore, regista e scrittore Ascanio Celestini, dal poeta Umberto Piersanti e dal premio Oscar Aleksandr Petrov.

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È questo quello che ci piace, giovani che creano dove non c’è altro che aridità; giovani che ci credono e combattono per realizzare realtà che indubbiamente faranno crescere il nostro territorio.
Complimenti a voi!
Altre informazioni sul sito: http://www.animavi.org
Biglietti disponibili sul circuito: http://www.liveticket.it
Animavì vi aspetta!

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