Giovani poeti: Solounsogno.

 

8af0aed2bfa340431d682484f66696f4_20160608101206725_20160608121559969_20160608194423957.jpgInauguriamo oggi la nuova categoria di questo sito che apre le porte al panorama italiano giovane emergente, alla poesia sperimentata, alla penna che poggiata su un foglio saluta l’ispirazione in arrivo.
Quando ho pensato a questa categoria ho immaginato di dare spazio a tante persone che, come me e la mia socia, hanno iniziato a scrivere le loro poesie e le hanno poggiate nel loro comodino. La cosa che più mi stupisce di tutto ciò è la vita e la semplicità che queste giovani poesie contengono e soprattutto la bravura con cui questi nostri coetanei partecipanti scrivono e mettono in luce loro stessi. Non c’è artificio, ma la vita, la gioventù, i problemi, i dolori, ma anche le gioie e le scoperte, l’alba di quello che verrà.
Per questo sono felice di dare questo spazio a loro ed inizio, con la prima freschezza in arrivo. Lei è una giovane ragazza ventiquattrenne siciliana, alias Solounsogno.
Prima di mostrarvi un suo componimento mi preme presentarvela, attraverso una piccola intervista.

Benvenuta Solounsogno e grazie per aver partecipato. Volevo chiederti, a che età hai iniziato a scrivere poesie?

Allora, scrivo da sempre. Da piccola scrivevo canzoni, l’interesse per le poesie c’è sempre stato, poi ho scoperto che non esistevano solo quella da imparare a memoria a scuola e per fortuna! Così, ho iniziato. Prima era più prosa, in realtà. Esprimevo me stessa. Poi sono nati i primi versi.
Fu qualche anno fa, ho iniziato a leggere poeti contemporanei, come Guido Catalano, Patrizia Cavalli. Vivian Lamarque, invece, è una recente scoperta. 

Come ti vedi, oggi?

Dall’inizio ad ora sono cambiata, cresciuta. Anche i versi sono cambiati.

C’è stato qualcuno che ti ha ispirato?

Sì, mi hanno ispirata i poeti che ti ho elencato e Simona, da qui è nata la mia pagina Facebook Solounsogno. Fu grazie a lei. La prima poesia vera e propria fu “Come pezzi del Tetris”, che scrissi appunto per questa ragazza.

C’è una tua poesia che preferisci di più?

Sì, si intitola “Quei due”.

Ecco che vi presentiamo proprio questa poesia, sperando che possiate gustarvela per la sua assoluta freschezza, semplicità e per la profondità dei versi che si fondono, rendendola un mix di svariate fragranze.
Intanto vi ricordiamo come seguirla: Pagina Facebook: http://facebook.com/Solounsognopoesie
Instagram: @solounsognopoesie

 

QUEI DUE

– Mi piacciono i tuoi occhi verdi.
– Sono castani.
– Io ci vedo del verde, tanto verde.

Si dicevano
quei due.
Si parlavano così,
si raccontavano le cose,
sbagliavano i colori.

– Mi piacciono i tuoi capelli neri.
– Sono castani.
– Il nero sta con tutto, anche col castano.

E finivano per ridere,
quei due
Lei le faceva le pernacchie.

E forse è così l’amore,
l’amore tanto atteso:
un dirsi le cose,
un arricciare il naso.

 

 

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